Il futuro della rete, si chiama GRID!

Grid è la nuova tecnologia.
Grid è il progetto che rivoluzionerà la storia di internet.
Grid è la rete che viaggerà 10.000 volte più veloce dell’attuale banda larga.

Scaricare a velocità inaudite, giocare in rete con migliaia di utenti ed effettuare videochiamate ad alta definizione, per di più a costi bassissimi, sono solo alcune delle opportunità che potrà offrire questa nuova tecnologia.
La rete Grid, nata per uso scientifico, è stata progettata dal Cern di Ginevra con l’obiettivo di acquisire ed elaborare dei dati utili a scoprire l’origine dell’universo. Dopo 7 anni di intense ricerche, il Cern si appresterà al grande lancio proprio quest’estate: la rete verrà usata per registrare i dati del Large Hadron Collider (lhc), il nuovo acceleratore di particelle che cercherà, per l’appunto, di scoprire come si è creato l’universo.
Attualmente Grid è basata su fibre ottiche che collegano il Cern a 11 centri negli Usa, Canada, Estremo Oriente e Europa e dispone di 50.000 server. Lo staff che lavora al progetto ha però annunciato che aumenteranno a 200.000 già nei prossimi due anni, consentendo a questa nuova tecnologia di soppiantare il web grazie alla sua velocità 10.000 volte maggiore.

Se tra poco tempo sarà per noi una semplice rete utile a scaricare un colossal in pochi attimi,

Con questo tipo di potenza informatica le generazioni future avranno la capacità di collaborare e comunicare in modi che le persone più anziane come me non possono nemmeno immaginare

ha detto David Britton, fisico dell’università di Glasgow che partecipa al progetto, in un’intervista al Times.

Un commento per “Il futuro della rete, si chiama GRID!”

  1. duxDuck 8 Aprile 2008 alle 11:25

    Grandioso, articolo eccezionale. Qualche tempo fa avevo sentito (non so se è il caso del Grid, molto probabilmente si) di una nuova tecnologia che avrebbe rivoluzionato Internet. Tecnicamente parlando, ora siamo connessi ad un ISP il quale a sua volta ha dei server che con più o meno passaggi arrivano alla backbone principale. Su queste linee si riversano i dati con precise destinazioni a router in tutto il mondo. Per cui se io cerco Google la mia richiesta viene indirizzata ad un router che, secondo una IPTABLE, rigira la richiesta a qualcuno che, più di lui, riesca ad esaudirla, il tutto con un TTL prestabilito.
    Il futuro invece arriva dalle api. Studiando l’organizzazione di un alveare, è stato ideato un sistema in cui tutti i server nel mondo (diciamo i principali, almeno) realizzano un immenso alveare. Quando arriva una richiesta, invece di connessioni tra i server per scambiarla viene costituita una specie di enorme stanza virtuale in cui le richieste arrivano e permangono in attesa di essere risolte. Il server che, tra tutti, è in grado di risolvere una specifica richiesta la raccoglie e la elabora.

    Non è detta molto bene, ma pensate all’alveare, la risposta è lì :)

Lascia un tuo parere