Alcune curiosità sulla “mApple” di “Steve Mobs”
“myCube: fueled by dreams and powered by imagination! [...] You should ask yourself: what CAN I DO FOR IT!“
Ormai lo avrete visto tutti il video dell’ultima puntata (in ordine temporale) dei Simpsons, andata in onda negli Stati Uniti domenica scorsa e che in settimana ha fatto il giro della rete. Sfortunatamente Fox ha provveduto, negli ultimi giorni, a far rimuovere da YouTube la versione integrale della puntata anche se gli spezzoni dei punti più interessanti sono ancora disponibili (anche in alta definizione!).
Sebbene i primi video apparsi concludessero con Bart che camminava borbottando verso casa dopo essere scappato dal mApple Store andato in frantumi, la puntata proseguiva invece con Lisa, nel cortile della scuola, intenta a mostrare orgogliosa alle due gemelle il suo myPod proponendo alle compagne prima della musica e poi una puntata -e qui si scopre che il myPod è un “myPod Touch”- di “Grattachecca e Fichetto” esclusiva di myTunes!
Questi flash di satira sull’azienda di Cupertino proseguono nel corso di tutta la puntata che basa invece la sua ironia sui malintesi di Homer nei confronti di una famiglia di musulmani; ecco quindi Lisa ricevere a casa il suo primo myBill (no, non c’entra Bill Gates!), nientemeno che la fattura dei suoi download su myTunes che ammonta a ben 2100$, cifra che costringerà la piccola Lisa a recarsi al quartier generale mApple nel profondo dell’oceano, raggiungibile tramite una navetta dalla vaga forma di myPod Shuffle, per chiedere nientemeno che al CEO in persona, intento a “giocare” col multi-touch a tutta parete, un piccolo sconto.
Il “buon Mobs” inizialmente è riluttante all’idea di aiutare Lisa ([...] so che il motto è Think Differently ma il nostro vero slogan è No Refund (nessun rimborso).) ma alla fine, compassionevole, le propone di lavorare per la mApple! Peccato che, nella scena successiva, troviamo una sconsolata Lisa all’angolo di un marciapiede vestita da “uomo-myPod” (tipo uomo-sandwich) impegnata a distribuire volantini ripetendo il motto “Think DifferentLY” (ricorda qualcosa?).
La conclusione del video dà ancora più l’idea della satira presente nella puntata e, soprattutto se aggiunto a quello che in precedenza viene fatto dire a Bart mentre doppia “Mobs”, ci si può rendere conto dell’intelligenza che, dopo vent’anni, i Simpsons riescono ancora a portare nelle loro punate.
Provate a pensare se Bill Gates, invece che girare i fallimentari spot “I’M A PC”, avesse ingaggiato il team di Matt Groening facendo diventare la “mApple di Steve Mobs” non una puntata dei Simpsons ma un vero proprio spot anti-Apple!
Curiosità:
- il mApple Store, in particolare la parete su cui appare “Steve Mobs”, è ispirato al celeberrimo Apple Store della 5th Avenue di New York;
- il quartier generale della mApple è situato in fondo ad un oceano blu, quasi certamente una beffa al nome dell’interfaccia di Mac OS X chiamata Aqua;
- la scena dell’uomo-fumetto che corre col martello tra le mani per poi scagliarlo verso lo schermo gigante del mApple Store è una parodia del famoso spot “1984″, diretto da Ridley Scott e andato in onda una sola volta durante l’intervallo del Super Bowl -il più importante e costoso spazio pubblicitario americano- dello stesso anno per pubblicizzare l’imminente arrivo del primo Macintosh. La psicologia che sta dietro allo “spot” è basata sull’omonimo romanzo di George Orwell. Nello spot, IBM era implicitamente il Grande Fratello e Apple colei che avrebbe liberato il mondo dalla necessità di essere esperti per poter utilizzare un computer;
- Matt Groening (per le 2 o 3 persone al mondo che ancora non lo sapessero è il “papà” dei Simpsons) in passato ha lavorato per Apple! Nel 1989, infatti, ha realizzato una brochure per pubblicizzare i computer della mela. Di seguito alcuni scatti della brochure.
Fonte (brochure e galleria): Apple News






















Ottima galleria, davvero eccezzionale, questa è un reperto storico
Eh, direttamente dalle teche AppleCow
Non sarebbe male ogni tanto mettere i siti da dove si prelevano tutte le notizie invece di prendersi tutti i meriti di ricerca: è indice di correttezza e professionalità.
In Italia questo concetto non riuscite molto a comprenderlo.
@merck: mi dispiace sinceramente che la pensi così! Se la fonte non è stata riportata è per una svista dell’autore (cosa che abbiamo già segnalato) e non per fare propri i meriti. Se conosci la fonte prima ancora che JT corregga l’articolo ti prego di segnalarla.
In ogni caso faccio presente che nelle linee guida dell’Alliance è ESPRESSAMENTE richiesto di segnalare la fonte delle informazioni ogni qual volta venga redatto l’articolo: è una regola sulla quale non transigiamo. Qui il PDF: http://www.plzalliance.com/download/Codice-etico.pdf
http://watchthesimpsonsonline.com/movie/441-2008_The_Burns_and_the_Bees.html guardate ai 6 minuti chi c’è! Un altro amico di Jobs
Oddio Wall-E
x merck
Premetto che il commento in cui scrivo “[...]le teche Apple Cow[...]” era palesemente ironico, anche se non credo ti riferissi a quello, o almeno in parte.
La tua osservazione è sacrosanta – a parte il modo, dato che dici “ogni tanto mettere i siti da dove si prelevano le notizie” quando se ti fai una carrellata degli articoli di applecow puoi vedere che la fonte è sempre specificata – ma avresti dovuto fermarti lì o scrivere altro invece di parlare a sproposito: trasformare (è il termine più adatto) una mancanza di un semplice articolo di blog a difetto di un Paese intero è veramente esagerato, vista soprattutto la natura di questo sito, tutt’altro che politica e il fatto che tu voglia elargire lezioni di correttezza e professionalità.
Troppo forte, chissò se Apple ha pagato per tutti questi riferimenti o se è tutto merito del fenomeno Apple!
I Simpsons fanno continui riferimenti a qualsiasi cosa (nel mondo USA e non solo) oggi è toccato ad Apple, anni fa era la stregua di Bill e Microsoft, ogni puntata circa ha la sua satira verso qualcosa, sia essa religiosa etnica (in questo caso) tecnologica ecc
I “Sompsons” sono una parodia dei Simspon?
Hehehe, credo di si, e lì si che se ne vedono delle belle!
Editato, scusate l’errore non avevo riletto